Da giovedì 2 a sabato 4 luglio 2026 i diaconi permanenti della diocesi di Cuneo-Fossano, in compagnia di alcune mogli, del vescovo Piero Delbosco e di don Ezio Mandrile, hanno vissuto la consueta convivenza estiva. Con loro hanno partecipato altri diaconi delle diocesi di Alba, Mondovì e Saluzzo assieme ai rispettivi presbiteri incaricati della formazione. Le giornate sono iniziate con una Lectio biblica del vescovo alla quale giovedì sono seguite le testimonianze di due diaconi permanenti di Torino che svolgono servizio presso l’ospedale “Molinette” e nella Casa circondariale “Le Vallette”, venerdì il racconto di due missionari della Consolata e sabato un tempo di silenzio e preghiera personale e poi comunitaria.
Dal racconto dei diaconi di Torino e dal confronto a piccoli gruppi che lo ha seguito, sono emerse parole significative che hanno fatto da “denominatore comune” rispetto a quanto ascoltato e, più in generale, al ministero: fragilità, convinzione, ascolto, trasmissione, solitudini, coinvolgimento, luoghi di vita, entrare, semina e (parola non scontata) bellezza. Sì, perché, nonostante le inevitabili fatiche, il servizio del diacono è quello di testimoniare quanto la fede cristiana intrecci la vita di ogni persona, sia una benedizione e, in particolare, apra alla speranza nel tempo della malattia, e alla ripartenza dopo l’errore. L’esperienza della tre giorni estiva si è così confermata un tempo arricchente per rimettere al centro le relazioni fraterne e sviluppare alcuni nodi del ministero diaconale il quale resta un bel servizio a cui dedicare passione ed energie.
Per ricevere informazioni sulla figura del diacono permanente e valutare di intraprendere il cammino di formazione, è possibile contattare il proprio parroco, gli incaricati diocesani (d. Ezio Mandrile per Cuneo-Fossano, d. Gianluca Zurra per Alba, d. Giancarlo Canova per Mondovì, d. Marco Testa per Saluzzo) oppure uno qualunque dei diaconi presenti nelle rispettive diocesi.
