Centenario francescano: proposte della Commissione per la Cultura

La Commissione Diocesana per la Cultura stimola ed incoraggia il riferimento a San Francesco

Un orizzonte ampio con un impegno deciso – “riportare al centro il dono della fede” – è quello che i Vescovi italiani hanno assunto con l’approvazione del documento “Radicati e costruiti in Cristo”. Linee di orientamento per l’attuazione del documento di sintesi del Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia, per il prossimo quinquennio.

“La priorità è il Vangelo”, ha affermato Papa Leone XIV nel suo intervento, a conclusione dell’82ª Assemblea Generale della CEI, che si è tenuta in Vaticano dal 25 al 28 maggio 2026.

Il coraggio dell’essenziale

“È dal Vangelo che nasce la fede, come incontro vivo con Cristo, morto e risorto, presente nella sua Chiesa”, ha ricordato il Papa, sottolineando che “oggi, nel contesto in cui siamo chiamati a operare, confrontandoci con altre prospettive di vita e con sfide antropologiche inedite, riportare al centro il Vangelo è il dono che dà entusiasmo alle comunità cristiane”. La dimensione culturale, in casa cristiana, si pone in questo orizzonte: confrontarsi con il pensiero e il vissuto della realtà odierna portando con sé, in quel confronto/dialogo, un pensiero che nasce dalla Scrittura e in particolare dal Vangelo.

Prospettiva che richiede anche una conoscenza della storia e di vissuti che non solo hanno dialogato con la cultura del loro tempo ma che anche hanno contribuito a generare un pensiero nuovo alla luce del Vangelo.

Per questo motivo la Commissione Diocesana per la Cultura sta dedicando attenzione all’ottavo centenario della morte di San Francesco come occasione di dialogo che tale evento ha nella cultura italiana e per il possibile confronto tra l’impatto che la vita di San Francesco ha avuto nel Duecento e quanto può avere nell’attuale contesto ecclesiale di cambio epocale, considerando anche la qualità teologica della esperienza spirituale del santo di Assisi.

Il percorso di vita di Francesco è stato dirompente nel suo tornante storico in molti settori: religiosi sociali, culturali, artistici e addirittura come emblema politico.

La sua esperienza, fuori di regole tradizionali ed ispirata dallo Spirito di libertà evangelica e della pazzia della croce, ha sconvolto i quadri strutturali della Chiesa, ed ha mantenuto una carica dirompente anche quando è stato riportato nei solchi istituzionali dell’Ordine Francescano.

Le tappe del suo percorso offrono spunti per svariati settori della pastorale attuale, in dialogo con la realtà.

Questi i temi che i vari uffici pastorali potrebbero prendere come spunto per una proposta di riflessione:

La giovinezza di Francesco e la sua maturazione vocazionale: il sogno di cavaliere tra prestigio, ricchezza e carriera; la sconfitta, la prigionia, la solitudine come elementi di rottura e di ripensamento del senso della vita; lo scontro con il padre, emblema dei difficili rapporti tra generazioni sui valori della vita.

L’incontro con i lebbrosi e la solidarietà con i poveri: la condivisione con situazioni di sofferenza, di emarginazione, di sfruttamento nel lavoro, come via della conversione dalle ricchezze alla povertà, dal possesso e dal potere alla fraternità con le persone.

La voce del Crocifisso e la familiarità con il Vangelo di Gesù Cristo: dall’emozione spirituale davanti al Crocifisso alla scoperta di Gesù Cristo, nel Vangelo, nella Presenza Eucaristica, nella Chiesa, con la coerenza del vangelo sine glossa e con la riscoperta dello stile delle origini della vita cristiana. Il pellegrinaggio in Terra Santa ed il presepio di Greccio come segni della conoscenza e sequela del Cristo.

La minorità come radice di fraternità ecclesiale, della pace e della riconciliazione sociale: nelle comunità religiose, lo stile evangelico del farsi piccolo e servo, come criterio di rapporti di umiltà e servizio più che di gerarchia, con responsabilità a tempo (non più abati a vita); nelle strutture pubbliche, smascherando il legame di avidità e potere nella simonia ecclesiastica e per la rappacificazione nelle fazioni comunali.

La povertà evangelica per una vita religiosa umile, intessuta di lavoro di manovalanza tra la gente come testimoni della pace del regno di Dio superando le strutture monastiche, rette dal voto di povertà, ma garantito da abbazie ricche e potenti, lasciando la stabilitas del chiostro per l’itineranza precaria della condivisione con gli umili ed i poveri.

La testimonianza e la predicazione secondo il Vangelo nella vita ordinaria, come via cristiana laicale: andando per la via, nel servizio imprevisto di samaritani o nei lavori di braccianti e badanti, attraverso lo stile di Gesù, si testimonia e si annuncia il vangelo; per questo l’eredità francescana si è manifestata in larga misura nel Terz’Ordine laicale, mentre è stata messa alla prova dalla clericalizzazione dei Frati Minori, soggetti a ripetute tensioni di riforma e di divisioni interne.

La fraternità universale nel rifiuto di ogni imposizione o crociata in nome della religione: dall’incontro con il sultano, alla proposta di ottenere l’indulgenza con il pellegrinaggio a Santa Maria della Porziuncola in alternativa all’indulgenza delle crociate, con uno stile di dialogo che è base per la pace con ogni persona e di riconciliazione tra genti divise.

L’eco del creato: solitudine e stupore nella natura, ascolto e rispetto che rappacifica anche con Il lupo e con gli uccelli, fino alla partecipazione della sinfonia del cantico delle creature come espressione di lode a Dio per il semplice loro essere sue creature, tanto da sostenere l’affidamento totale alla morte corporale come un rimettersi nelle mani del Creatore.

 

La Commissione Diocesana per la Cultura stimola ed incoraggia il riferimento a San Francesco:

nelle comunità ecclesiali in alcuni momenti dell’anno liturgico, come il Natale con il presepio, per ricorrenze francescane, con il richiamo attraverso pubblicazioni sui giornali diocesani;

nelle strutture diocesane che possono attingere luce nei tanti aspetti della vita del Santo, con riflessioni sulle provocazioni di Francesco per le persone e le strutture;

collaborando ad iniziative specifiche, in settembre ed ottobre, con eventi in programma: “Il territorio si racconta” a Cuneo, anche insieme al Comune e un’altra iniziativa su Fossano; una giornata di studio con la Società di Studi Storici; la Marcia Nazionale per la pace a fine dicembre;

segnalando luoghi e figure francescane in accordo con parrocchie ed enti interessati sul territorio.

condividi su