In ascolto delle famiglie, per camminare insieme

Il racconto di alcuni membri dell'Ufficio famiglia diocesano alla giornata regionale di La Thuile

Pierfranco e Letizia, Luca e Gabriella, Paolo e Gabriella con Marco e Margherita (Responsabili regionali)

Una delegazione dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della Famiglia della Diocesi di Cuneo-Fossano ha partecipato domenica 12 luglio a La Thuile alla giornata di incontro promossa da monsignor Daniele Salera, vescovo di Ivrea e delegato della Conferenza Episcopale di Piemonte e Valle d’Aosta per i giovani, le vocazioni, la famiglia e la vita. L’appuntamento ha riunito i rappresentanti degli Uffici di Pastorale Familiare delle diocesi piemontesi e valdostane per vivere un momento di fraternità, confronto e programmazione comune e salutare Eleonora e Giacomo partecipanti al primo anno del CAF – Corso di alta formazione “Familiae Cura”.
L’incontro si è svolto in un clima semplice e familiare, favorendo la conoscenza reciproca e la condivisione delle esperienze maturate nei diversi territori. Al centro della giornata non vi sono stati soltanto gli aspetti organizzativi o la definizione di iniziative future, ma soprattutto una riflessione sul significato profondo del servizio svolto dagli Uffici di Pastorale Familiare e sulle sfide che oggi attendono chi è chiamato ad accompagnare le famiglie.
Monsignor Salera ha offerto ai partecipanti una meditazione a partire dal Vangelo di Luca (10,1-4), il brano dell’invio dei settantadue discepoli. Da questa pagina evangelica ha tratto una chiave di lettura per il servizio ecclesiale che ha invitato tutti a custodire nel proprio cammino: «Tutto quello per cui ci impegniamo non è partito da noi, non finirà con noi e il successo stesso non dipenderà da noi. Noi ci mettiamo semplicemente a disposizione e rispondiamo solamente a una chiamata». Un richiamo che invita a vivere il servizio con libertà e fiducia, senza lasciarsi schiacciare dall’ansia dei risultati o dalla tentazione di dover progettare e risolvere ogni cosa. «Questo – ha aggiunto il vescovo – deve aiutarci a partire sempre nel nostro operato dalla Parola e a liberarci dalla tentazione di voler a tutti i costi progettare e risolvere».
Parole che hanno suscitato particolare interesse tra i partecipanti. Gabriella e Paolo, della delegazione di Cuneo-Fossano, raccontano di essere rimasti profondamente colpiti da un altro passaggio della riflessione del vescovo, quando ha ricordato che «non si può prescindere da ciò che si vive e da ciò che le famiglie vivono: dobbiamo partire dall’intercettare i bisogni umani». Un invito a mettersi in ascolto delle persone prima ancora che delle strutture, lasciandosi interrogare dalle situazioni concrete che le famiglie affrontano quotidianamente.
Da questa prospettiva nasce anche la necessità di andare incontro alle famiglie nei luoghi in cui ancora oggi incrociano la vita della comunità cristiana. Un esempio significativo è rappresentato dai percorsi di catechismo dei figli, occasione in cui molti genitori varcano ancora la soglia della parrocchia. Proprio questi momenti possono diventare preziose opportunità di ascolto, dialogo e vicinanza, capaci di far nascere relazioni autentiche e di accompagnare le famiglie nel loro cammino.
La giornata ha previsto anche un momento di confronto tra i partecipanti, chiamati a condividere i sogni e le prospettive per il futuro dei rispettivi uffici diocesani. Per la Diocesi di Cuneo-Fossano, Gabriella e Luca hanno espresso una sfida che guarda con realismo al contesto odierno: «Intercettare le famiglie che non vivono all’ombra del campanile». Una provocazione che invita a uscire dagli schemi tradizionali e a cercare modalità nuove per incontrare chi è distante dalla vita ordinaria delle comunità ecclesiali, ma continua a custodire domande profonde di senso, relazione e accompagnamento.
La riflessione si è conclusa con un auspicio condiviso da Letizia e Pierfranco: «Promuovere una rete di famiglie creando occasioni di incontro per costruire relazioni». Un obiettivo che mette al centro non tanto l’organizzazione di eventi, quanto la crescita di legami autentici tra le persone, nella consapevolezza che una comunità cristiana diventa davvero accogliente quando sa generare relazioni di vicinanza, sostegno reciproco e fraternità.
L’incontro di La Thuile ha così confermato come la pastorale familiare sia chiamata, oggi più che mai, a mettersi in cammino accanto alle famiglie, lasciandosi guidare dalla Parola di Dio e dalla realtà concreta della vita. Un servizio che nasce dalla consapevolezza di essere inviati, prima ancora che organizzatori, e che trova la sua forza non nell’efficienza, ma nella capacità di ascoltare, incontrare e accompagnare.

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