VI domenica di Pasqua

Dal Vangelo secondo Giovanni (14,15-21)

Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. (…)

C’è una preoccupazione emergente nelle parole di Gesù per il futuro dei suoi amici: promette a loro il dono dello Spirito consolatore, lo Spirito che riempie i cuori di consolazione perché è amore che guarisce e rilancia la vita.

Gesù sa che il cuore dell’uomo non sopporta di essere vuoto, cerca riempimenti, consolazioni, a volte come una specie di risarcimento per il proprio cammino esistenziale non proprio riuscito o per pesanti macigni che lo hanno fiaccato.

Per questo non vuole che i discepoli si sentano abbandonati, soffrano la solitudine o patiscano lo sconforto, tanto da cercare consolazioni là dove invece si trovano solo ulteriori delusioni e ferite.

Il rischio incombente è quello di imboccare la via breve di soddisfazioni facili, con il risultato di sentirsi ancora più vuoti, tristi e sconsolati. Il rischio è reale anche per noi, quando ad esempio riceviamo insulti o maldicenze e cerchiamo consolazione nella vendetta contro i responsabili del male ricevuto.

Oppure quando reagiamo verso chi è stato ingiusto nei nostri confronti, umiliandoci, cercando consolazione nel vederlo umiliato a sua volta. O ancora quando i nostri errori vengono a galla e ci sentiamo giudicati da tutti, e allora cerchiamo consolazione nel far emergere errori e limiti di chi ci ha giudicato, quasi come compensazione per ristabilire una presunta giustizia.

È umano cercare consolazioni, le più diverse, anche quelle meno nobili, ma appunto non ogni tipo di consolazione conduce alla vita piena, non tutte sono un bene, spesso rappresentano solo il tentativo di ottenere una specie di risarcimento psicologico immediato, senza respiro.

Lo Spirito di Cristo invece è amore che riempie il cuore, allarga l’orizzonte, perché la certezza di essere amati e amare è l’unica vera consolazione della vita, l’unica verità che non viene meno neanche quando il peso dell’esistenza si fa schiacciante, l’unica vera medicina per curare le ferite della vita.

Che lo Spirito di Cristo abiti nei nostri cuori.

 

don Pierangelo Chiaramello

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