“Coinvolgente, spiritualmente significativo e generatore di legami: si può sintetizzare così – afferma don Gabriele – il senso del pellegrinaggio giubilare vissuto da 64 catechiste della diocesi di Cuneo-Fossano. Camminando per le vie di Roma il gruppo di catechiste è andato alle sorgenti della fede; attraversando le porte sante delle basiliche di San Paolo fuori le mura, Santa Maria Maggiore e San Pietro ha fatto esperienza della misericordia di Dio che genera salvezza e speranza; vivendo momenti di fraternità generati dal comune ascolto della Parola di Dio ha sperimentato il bello dell’essere Chiesa al servizio dell’annuncio del Vangelo di Gesù”.
“Sulla via del ritorno – prosegue Nives – ogni partecipante ha condiviso una riflessione sintetica dell’esperienza vissuta, riflessioni ricche e significative di cui condividiamo con gioia alcuni stralci”.
“Sono partita con uno zaino carico di speranze: vivere bene questi giorni, trovare entusiasmo per ripartire, ritemprarmi come donna e catechista. Sulla via del ritorno scopro di aver trovato molto di più: nuove conoscenze, confronto, dialogo, voglia di sorridere alla vita e soprattutto il desiderio di affidarmi a Gesù e di lasciarlo operare dentro il mio cuore” – Cristiana di Murazzo
“Il calore dell’abbraccio di Piazza San Pietro non si può dimenticare: il silenzio della folla durante la messa urlava a gran voce il bisogno di tutti di speranza che porti pace e amore in questo tempo così complicato. Abbiamo visitato chiese magnifiche, ricche di segni della fede, ma la Chiesa più bella e più viva siamo stati noi, in cammino insieme” – Antonella di Demonte
“Giornate intense da pellegrini, in cammino, alla ricerca del cuore del messaggio che siamo chiamate a trasmettere. Papa Leone ha detto che «Il catechista è persona di Parola», Parola vera e vissuta perché chi crede spera e chi spera ama” – Loretta di Vernante
“La bellezza di essere un gruppo, di camminare insieme verso una meta anche se ognuno con il suo passo, con i suoi pensieri, ma capaci di recuperarci l’un l’altro; la capacità di aver incluso tutti in questa stramba, allegra e grande famiglia di catechisti in movimento… Semmai dovessi perdere un po’ la speranza, ripenserò a questo pellegrinaggio e la speranza tornerà!” – Marisa di Monsola di Villafalletto
“Mi porto a casa un’emozione grande. Sono stati giorni pieni di allegria e condivisione. Ciò che mi ha emozionata di più è stata l’entrata dalla Porta Santa di San Pietro con la croce giubilare e tutti noi uniti in gruppo” – Barbara di Demonte
“Mi è piaciuta molto l’esperienza di venerdì in San Paolo fuori le mura. S. Paolo ha diffuso il cristianesimo in un mondo pagano e noi stiamo facendo molta fatica a diffondere il cristianesimo ai nostri ragazzi. La parola che mi porto a casa è tratta dall’omelia di Papa Leone di oggi «nessuno dà ciò che non ha»” – Davide di Villafalletto
“Un fiume di persone di ogni razza e lingua ma con un denominatore comune: l’amore verso Dio, verso il Cristo Risorto. Con le nostre diversità, difficoltà, stanchezze, siamo però riusciti a fare gruppo. Bellissimo!” – Rosy di Roata Rossi
“Venerdì sono partita con la mia valigia leggera, pronta a riempirla di parole di speranza. Oggi ritorno a casa con una nuova luce nell’animo: la consapevolezza che la vita di tutti può cambiare alla luce del Cristo Risorto. Quando metti nel cuore la Parola di Dio, ne diventi testimone d’amore. Credo di aver riempito a sufficienza la mia valigia! – Stefania di Rivoira di Boves
“È stato un pellegrinaggio intenso ed arricchente sia dal punto di vista spirituale che umano. Oggi si riprende la quotidianità, ma con il cuore ricco di emozioni, scambi, gentilezze… che non può che portare il vero significato di Chiesa e comunità anche nell’ordinario. Questo pellegrinaggio è stato un grande dono” – Angela di San Biagio di Centallo
