Il presbitero Francesco Silvestro è tornato alla Casa del Padre

Don Francesco Silvestro, nato a Torino il 22 novembre 1927, presbitero incardinato nella Diocesi di Cuneo-Fossano, è morto venerdì 17 aprile.

La sua salma è esposta presso le camere mortuarie della Residenza Sacro Cuore di Vernante (CN).

La Veglia di preghiera si tiene sabato 18 aprile, alle ore 20.45, nella chiesa parrocchiale San Nicolao in Vernante.

Le Esequie vengono celebrate nella chiesa parrocchiale San Nicolao in Vernante domenica 19 aprile alle ore 15.

 

Francesco Silvestro, figlio di Luigi e Bernagione Maria, era nato il 22 novembre 1927 a Torino, dove il padre si era trasferito da Cuneo per lavorare alla FIAT. Quando Francesco aveva tra anni la famiglia ritornò ad abitare a Cuneo, proprio per offrire un clima migliore al gracile fanciullo. In tal modo egli frequentò l’Asilo Bono, le scuole nel centro storico e divenne chierichetto, accettando la proposta di entrare in Seminario per la quinta elementare. Vivace di intelligenza e irrequieto in condotta, scoprì la preghiera come fiducia straordinaria nel Signore e nella Madonna. Nel periodo estivo, dopo le medie, frequentò l’Oratorio Salesiano, imparando da don Bosco che con i ragazzi bisogna “esserci e partecipare”. Negli anni del Liceo divenne un appassionato di montagna, coinvolto da alcuni chierici, appassionati di alpinismo.

Ordinato prete il 29 giugno 1950 dal vescovo Giacomo Rosso, venne destinato alla parrocchia di Fontanelle, radicandosi ancor più nella devozione mariana, dedicandosi all’animazione dei ragazzi ed imparando da alcuni sacerdoti anziani uno stile di umiltà nel servizio pastorale. Dopo quattro anni, nell’agosto 1954, venne destinato alla parrocchia di Sant’Ambrogio, dove rinnovò la sua fedeltà al servizio dei ragazzi e giovani dell’associazione molto fiorente, lasciando un segno nella formazione cristiana di molti di loro.

Nel 1961 il Vicario Generale, Stefano Pellegrino, gli chiese di andare parroco a Montemale, ma don Silvestro fece la proposta di scegliere Folchi, perché lo attiravano le montagne più alte. Così venne nominato parroco il 15 febbraio 1961 e fece l’ingresso la domenica seguente, raggiugendo la parrocchia di Folchi con un tratto a piedi sulla neve. Per cinque anni si prese cura delle 300 persone sparse in molte borgate, provvedendo alla refezione di una ventina di scolari, con l’aiuto di Re Maria, che collaborò con lui per decenni, e scendendo due giorni alla settimana a fare scuola in Seminario.

Nel 1967, su richiesta dei superiori, accettò, con una certa riluttanza, di succedere all’anziano parroco di Vernante, don Chiari; entrò nel nuovo servizio la domenica 3 settembre. Aveva quarant’anni, ma riprese con slancio giovanile l’animazione dell’oratorio, rinnovando gli spazi e le strutture, ma soprattutto con lo stile di don Bosco, stando con i ragazzi in orario quotidiano, magari giocando a calcio come portiere unico quando i ragazzi erano pochi, o anche uno solo!

Con stile schivo provvide in cinquant’anni a rinnovare la chiesa, ampliare l’oratorio, realizzare il cinema parrocchiale nella confraternita. Oltre l’oratorio la sua giornata era per la preghiera, per l’incontro con le persone, visitando malati ed anziani. Dalla sofferenza di accompagnare uno di questi ai “Poveri Vecchi” di Cuneo, venne l’idea della residenza per anziani da realizzare in paese. Con paziente fiducia attese all’impresa per venticinque anni, confidando nel Sacro Cuore, accogliendo i primi ospiti nel 1973 in una casa lasciata in eredità alla parrocchia, e completò l’opera con la nuova struttura inaugurata nel 1997. Altrettanto fece con l’Asilo, che affidò alla protezione di Maria Ausiliatrice, avviando dei lavori di miglioramento nel 1878, per arrivare alla nuova scuola materna, iniziata nel 2002 ed inaugurata nel 2007.

Nel 2015, ad 88 anni, il vescovo Giuseppe Cavallotto accettò le dimissioni di don Silvestro. Con sereno distacco, pregando di non versare una lacrima, come aveva chiesto al Signore da giovane prete di “non attaccare il cuore né alle persone, né alle cose”, domenica 11 giugno lasciò la parrocchia per ritirarsi nella Casa del Clero di Fontanelle. Lì scrisse il racconto della sua vita, concludendo: “Ora sono in attesa della chiamata finale, quando sperimenterò con gioia l’infinita misericordia di Dio e la pietà e l’amore tenerissimo della Madonna”.

L’8 settembre 2025 tornò nella Casa di Riposo “Sacro Cuore” di Vernante, dove concluse i suoi giorni il 16 aprile 2026.

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