Sguardi ecumenici sul Padre nostro

Un'iniziativa dei cristiani del nostro territorio

La ricorrenza dei 1700 anni del Concilio di Nicea lo scorso anno ci ha suggerito di incontrarci insieme come cristiani (cattolici, ortodossi ed evangelici) per riflettere e confrontarci sul nostro patrimonio comune di fede. Ci siamo trovati insieme in tre tappe (Boves, Fossano, Caraglio) a guardare il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo ed abbiamo concluso in Cattedrale a Cuneo con una celebrazione ecumenica come lode alla Trinità. È stato un percorso ricco: abbiamo aperto gli occhi con gioia che davvero tanto della nostra fede è comune a tutti noi cristiani ed anche è nato il desiderio di capire meglio le differenze effettive che sono maturate nei secoli. È stato un dono: quasi senza accorgerci siamo partiti da ciò che ci unisce: lo stesso Vangelo, la stessa fede e per questo ci siamo sentiti di più fratelli e sorelle. Questo risultato ci spinge a continuare il percorso.

Dopo un ampio confronto tra rappresentanti delle tre confessioni, abbiamo scelto di continuare il nostro cammino mettendo a fuoco la preghiera del Padre Nostro. Lo schema degli incontri sostanzialmente riprende quello dello scorso anno: un momento introduttivo sul tema della serata, uno scambio a gruppi tra i partecipanti, uno spazio per la preghiera comune. Prevediamo anche una breve appendice per rispondere a domande emerse nei vari incontri finora svolti. Le tappe programmate sono: Boves, chiesa parrocchiale martedì 10 febbraio; Cuneo, parrocchia Sacro Cuore martedì 17 marzo; Fossano, parrocchia Spirito Santo martedì 14 aprile; Caraglio, chiesa parrocchiale, martedì 10 novembre.

Il “pellegrinaggio” in varie comunità parrocchiali è per offrire la possibilità di questa esperienza a più persone possibili, in modo che il dialogo ecumenico non sia una realtà riservata a pochi adepti. In effetti il camminare insieme come cristiani è un segno di speranza e di fiducia in questo momento travagliato e confuso; può essere un’iniezione di fiducia per la nostra vita personale e di comunità. Riteniamo che varrebbe la pena partecipare a tutti e quattro incontri: come ogni dialogo, come ogni amicizia, anche l’ecumenismo richiede tempo e presenza. Ma è tempo che davvero arricchisce e costruisce, è tempo in cui possiamo sperimentare che davvero Cristo cammina in mezzo ai suoi e medica le ferite profonde che tra cristiani nei secoli ci siamo procurati.

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