Ritessere fiducia e creare relazioni autentiche nella Chiesa

II Incontro Nazionale referenti territoriali per Tutela Minori e Vulnerabili

Nella Chiesa italiana sta maturando l’idea che sia necessario ritessere fiducia. È questo uno degli slogan con cui è nato il Servizio per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili quando una grave ferita ha iniziato a scottare. Lo scandalo suscitato dagli abusi in ambito ecclesiale e dalla loro gestione da parte dell’autorità ha incrinato profondamente la fiducia di molte persone nei confronti della Chiesa e nei confronti degli ecclesiastici, vescovi e preti in particolare. Ritessere fiducia è diventato necessario e impegnativo, anche tenendo conto che già molti fattori culturali stavano alimentando allontanamento e disaffezione.

Non basta certo un generico appello a fidarsi nuovamente, a non generalizzare la diffidenza, a non lasciarsi andare ai sospetti. Quando si rompe la fiducia all’interno di una relazione, la via per riconquistarla è lunga e dolorosa. È quanto la Chiesa accetta di fare: riconoscere che gli errori commessi sono stati gravi e che hanno fatto soffrire. Mettendosi su questa strada la Chiesa si espone e non può dare per scontato l’esito: riusciremo a ritessere fiducia? Ci sarà nuovamente accordata dalle persone deluse, scandalizzate, ferite? Le persone si fideranno ancora delle parole, delle persone, delle istituzioni ecclesiali?

Il Servizio per la Tutela è lo strumento sviluppato in questi ultimi anni per tentare un recupero di fiducia, orientando tutti i soggetti ecclesiali verso una «nuova sapienza», come ha affermato papa Leone XIV nel messaggio per il secondo Incontro nazionale dei referenti territoriali per la tutela, tenuto a Roma dal 16 al 18 aprile 2026.

Nella rete di questo Servizio è maturata una consapevolezza sempre più ampia della portata del tema. Non si tratta solamente di reagire a situazioni di abuso, ma di riconoscere l’affinità tra l’annuncio del Vangelo e la cura dei piccoli e dei vulnerabili. L’Incontro nazionale del 16-18 aprile scorso ha portato l’attenzione sulla condizione umana di vulnerabilità, che non riguarda solamente alcune categorie o gruppi di persone, ma si presenta in modi diversi nelle relazioni. Costruire relazioni autentiche è lo slogan che rappresenta questa evoluzione del tema Tutela. Ogni persona è bisognosa ed è ripetutamente nelle mani di altri. Deve affidarsi! Non può farne a meno e proprio per questo è vulnerabile, perché ogni relazione può sostenere o, al contrario, ferire; può accogliere o, al contrario, abusare. Soprattutto quando c’è disparità di età o di ruolo o di condizione, l’impegno alla protezione reciproca deve crescere e i rischi di abuso sono alla porta. La relazione tra un educatore adulto e un adolescente, un ministro della Chiesa e un fedele, un anziano e un badante, un ammalto e un curante, una persona forte, abile, sana di mente e una persona in condizione di debolezza o disabilità o confusione mentale …. sono alcuni dei molti esempi possibili di relazioni in cui cresce l’aspettativa di protezione, mentre aumenta anche l’esposizione al rischio di abusi.

Ritessere fiducia e creare relazioni autentiche sono i due obiettivi fondamentali assunti dal Servizio ecclesiale in ogni diocesi d’Italia. Come tradurli nella nostra diocesi? L’interrogativo può essere affrontato solamente partendo dall’ascolto di tante voci, soprattutto di quelle segnate da ferite per abusi subiti o per lo scandalo sofferto. Ciò che procura sofferenza diventa appello vivo e concreto a cercare modalità differenti per creare relazioni autentiche.

Giuseppe Pellegrino

Referente diocesano Tutela Minori e Persone Vulnerabili


Per comunicare con il Servizio Diocesano Tutela Minori e Persone Vulnerabili: giuseppe.pellegrino@diocesicuneofossano.it

Per ricevere ascolto personale e riservato: Consultorio Famigliare UCIPEM, via Senator Toselli 6 – Cuneo. Contatto telefonico: 3311191439

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