II domenica di Quaresima

Dal Vangelo secondo Matteo (17,1- 9)

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte su un alto Monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il Suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia che conversavano con Lui. Prendendo la parola Pietro disse a Gesù. “Signore è bello per noi essere qui! Se vuoi farò qui tre capanne, una per Te, una per Mosè e una per Elia”. Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la Sua ombra.

Ci sono due montagne, due alture, che noi dobbiamo mettere insieme, collegarle tra di loro: il Monte Tabor e il Monte Calvario. Se il Tabor è il luogo massimo della luce, il Calvario è il luogo massimo del buio. Sul Tabor i discepoli hanno vissuto qualcosa di tremendamente bello, nel Getsemani vivono un buio incomprensibile.

Quando si vivono dei momenti difficili e quindi si è nel buio, l’unica cosa che ti salva è ricordarti della Luce; se non ti ricordi della Luce non riuscirai ad affrontare il buio.

Ecco perché in Quaresima si trova questa pagina della Trasfigurazione, perché nessuno di noi può arrivare alla Settimana Santa se non si è esercitato a fare memoria della Luce, a ricordarsi piccoli, ma significativi momenti luminosi della propria vita che possono salvarti l’esistenza. Può bastare un unico attimo luminoso dell’esistenza per salvare tutto il resto della nostra vita. Il ricordo di un’unica persona che ti ha voluto veramente bene per salvarti la vita quando sei in difficoltà, ricordarti di quelle parole, di quella gratitudine ti aiuta ad affrontare a volte il tradimento, il dolore, la sofferenza. Piccoli sprazzi di luce di cui è disseminata la nostra vita.

Era il Signore che aveva riempito di frammenti di luce la nostra vita e proprio nell’ora del buio la memoria di quei frammenti di Luce ci danno il coraggio di affrontare anche le cose più difficili, tra cui anche la morte. Sarebbe bello se ciascuno di noi riuscisse a rintracciare questi frammenti di Luce, riuscisse a dare un nome a queste esperienze di Luce. Alleniamoci a rintracciare dentro di noi momenti di Luce, se siamo incapaci di fare questo, allora quando ci troveremo nel buio, questo incomberà su di noi e ci schiaccerà. Ma se ci ricorderemo di quell’istante di Luce che abbiamo vissuto allora il buio non vincerà; neanche la morte potrà vincere.

don Gianmaria Giordano

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