Santissima Trinità

Dal Vangelo secondo Giovanni (3,13- 18)

Disse Gesù a Nicodèmo: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna”.

Quali sono i misteri principali della fede? Unità e trinità di Dio; Incarnazione, Passione e morte di nostro Signore Gesù Cristo. Così il Catechismo. Oggi entriamo nel mistero della Trinità. Mistero: qualcosa di lontano da noi, che non si può capire. Nella Bibbia mistero è svelamento. Oggi, questo mistero ci viene incontro. La festa della Trinità è una festa che entra nella vita di tutti i giorni e ha la pretesa di portare ai giorni, un volto nuovo, trasformato dalla Trinità.

Dio ci è indicato come Persona cioè, capace di relazionarsi; noi, siamo persone perché siamo capaci di relazionarci. Le tre persone diventano una cosa sola perché si relazionano. Noi dovremmo essere il volto della Trinità. La nostra vita dovrebbe rivelare agli altri il volto di Dio. Ecco la capacità di collaborare, di essere uniti, una cosa sola. Questo è quello che ci aspetta. Noi entreremo dentro questa armonia definitiva. Il Paradiso è questo! Il Padre e il Figlio fanno a gara per volersi bene – per volerci bene. Ciascuno si mette a servizio dell’uomo. Il Padre pensa a noi, il Figlio pensa a noi. Lo Spirito pensa a noi! Ecco la vivacità che arriva. E quando Gesù ci rivela il volto del Padre cosa fa? Si china su di noi. Il Figlio che si fa fratello! Gli apostoli avevano difetti come noi e il Figlio si mette in mezzo. Li interroga, fa scuola, come un fratello maggiore e indica la strada. Lo Spirito ci è stato regalato perché avessimo la forza di testimoniare il Vangelo. Lo Spirito Santo è Forza e gioia. Non possiamo essere scoraggiati. Pensiamo ai santi. Lì, in essi, c’è il volto di Dio che si china sui piccoli, che si fa fratello e che consola. Nel santo c’è la spinta dello Spirito. Il santo va a cacciarsi dove la vita è dura… dove c’è bisogno, dove ci sono i più indifesi. Lo Spirito dà entusiasmo per impegnarci in prima persona, altrimenti non ci prenderemo mai delle responsabilità e faremo sempre poco o niente per gli altri. Se ricordiamo che il Figlio è chino su noi, e vive con noi, allora, iniziamo a muoverci come Lui. Guardiamo ancora alla fine del mese di maggio, alla Madonna! Il Padre si è chinato su di Lei per mezzo dello Spirito. Ed è diventata Madre del Figlio, con ha nostalgia di entrare nella bellezza di Dio.

Come per Maria anche a noi la Trinità ci invita a scendere in campo. Non chiudiamoci e non permettiamo alle delusioni quotidiane e alle fatiche di bloccarci! Con Lei, nell’abbraccio di Dio non ci sentiremo soli!

 

don Erik Turco

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