Dal Vangelo secondo Giovanni (6,51- 58)
In quel tempo, Gesù disse alla folla: “Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”. Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: “Come può costui darci la sua carne da mangiare?”. Gesù disse loro: “In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita”.
Può Cristo dare il suo corpo da mangiare, il suo sangue da bere?
È il problema dei Giudei che sentono il discorso di Gesù e preferiscono discutere tra loro aspramente, piuttosto che interrogarlo circa la questione e cercare di capire. È abbastanza chiaro che non sono interessati a comprendere, tentano invece di mettere in dubbio la serietà del discorso, cercano di insinuare l’assurdità delle sue parole.
Che sia anche il nostro approccio alla questione quando allo stesso modo, con la nostra mentalità iper-scientifica e tecnologica, ci sembra assurdo credere che quel pezzo di pane sia il Corpo di Cristo? Proprio per questo Gesù provoca lo scandalo dei Giudei fino in fondo perché emerga la loro mancanza di fede. ‘Se non vediamo non crediamo’, sembrano dire i Giudei (ricordiamo Tommaso). ‘Se non credete non vedete’ sembra invece rispondere Gesù.
Accogliere anche una sola delle sue parole e invocare il dono dello Spirito per comprenderla farà sì che tutto sia dato. A chi invece vuole giudicare tutto senza accogliere nulla, sarà tolto anche quel che crede di aver capito.
La pretesa di Gesù è quella di dare la vita mediante la propria morte. Questo è il senso della “carne data”, del “sangue versato”. I Giudei invece attendono un Messia potente, travolgente, che sappia ridurre il mondo alla misura della loro visione di potere. Ma la verità del Vangelo è la verità del Vangelo, non dipende dall’applauso di chi ascolta, non dipende neanche da fini ragionamenti che assurgono a chiavi di lettura altisonanti o da un dialogo aperto che la renda suadente.
La verità della fede esige che solo il dono della vita possa testimoniare adeguatamente l’autenticità di ciò in cui si crede.
Infatti, dal Corpo di Cristo (l’Eucaristia) è nato e continua a svilupparsi il martirio della Chiesa, dei testimoni di Cristo, e questo avverrà fino alla fine dei tempi, quando tutto, proprio tutto sarà dato.
don Pierangelo Chiaramello
