Don Domenico Basano, nato a Bernezzo (Cn) il 25 febbraio 1939, presbitero incardinato nella Diocesi di Cuneo-Fossano, è morto lunedì 5 gennaio.
La sua salma è esposta presso le camere mortuarie dell’Ospedale Santa Croce di Cuneo.
La Veglia di preghiera si tiene martedì 6 gennaio, alle ore 18, nella chiesa parrocchiale di Bernezzo, ove la salma giungerà dall’Ospedale Santa Croce di Cuneo.
Le Esequie vengono celebrate nella chiesa parrocchiale di Bernezzo mercoledì 7 gennaio alle ore 14.30.
Domenico Basano, figlio di Giovanni e Marianna Arnaudo, nacque a Bernezzo il 25 febbraio 1939. Percorse il cammino di formazione nel Seminario di Cuneo negli anni di fiducia della ricostruzione postbellica, annotando alla vigilia dell’ordinazione: «Termino la bella e felice vita nel mio Seminario e devo assumere la responsabilità di ministro di Dio e di salvatore delle anime! Mi conforta il pensiero che anche la vita sacerdotale sarà bella e felice, se saprò continuare a seguire le direttive dei superiori, tutti dediti a noi!».
In questo stile di gioiosa fiducia il 29 giugno 1962 ricevette l’ordinazione presbiterale nell’Oratorio Salesiano, parrocchia di origine del suo confratello don Stefano Gerbaldo, ed affrontò il servizio pastorale di vicecurato a Robilante e dal 1967 in Cattedrale. Era la stagione del grande aggiornamento ecclesiale del concilio Vaticano II, a cui don Basano dedicò un costante impegno di studio.
L’8 dicembre 1970 fece l’ingresso come parroco a San Giacomo di Boves, a cui era stato nominato il 1° novembre. Trascorse meno di tre anni, perché il primo maggio 1973 fu chiamato a reggere la parrocchia di San Donato a Robilante. Poi, il primo novembre 1992, passò alla parrocchia di San Bernardo di Cervasca, a cui nel 1994 venne aggiunta la cura di Sant’Anna di Palazzasso. Infine godette della nomina a parroco di San Rocco Bernezzo, il primo novembre 2008, come una promozione particolare e quasi un ritorno alla sua terra. Il 20 giugno 2015, con la rinuncia alla parrocchia per età, venne nominato canonico della Cattedrale, prendendo abitazione nel Seminario. Si dedicò al servizio di confessore con zelo, patendo il distacco per motivi di salute ed il ritiro nella Casa del Clero a Fontanelle il 30 maggio 2024.
Si considerò un prete felice, portando ovunque un clima di serenità, capace di promuovere riconciliazione nelle famiglie, collaborazione tra il clero, prestandosi per predicazione e confessioni; fu sempre benefico con chi lo cercava per la sua nota generosità. Godette la stima dei confratelli che lo elessero ripetutamente nel consiglio presbiterale e fu pure scelto tra i consultori del vescovo.
Un rapido crollo di salute lo portò alla morte al pronto soccorso dell’Ospedale Santa Croce la mattina del 5 gennaio 2026.
