Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato

“Anche uno solo di questi bambini”. Due appuntamenti per celebrare questa Giornata a livello diocesano.

“Anche uno solo di questi bambini” è il tema scelto da Papa Leone per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato del prossimo 27 settembre, ultima domenica del mese, facendo chiaro riferimento al testo del Vangelo secondo Matteo: “E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me” (Mt 18, 5). Con tale scelta, Papa Leone XIV intende esprimere la sollecitudine della Chiesa verso i minori coinvolti direttamente nell’esperienza migratoria, richiamando il dovere di accogliere ciascuno di loro come ci insegna il Vangelo. Lo scenario migratorio attuale propone nuove sfide che minacciano seriamente i diritti e la dignità dei più piccoli e che necessitano di risposte urgenti ed efficaci. Pertanto, non si tratta di discutere su numeri o su percentuali, perché “anche uno solo” è un valore sommo.

Per presentare la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato scelgo 2 storie … la prima di suor Loredana Pisani di Migrantes della Diocesi di Crotone che racconta la notte di Cutro (25/26 febbraio 2023) dal Pronto Soccorso della città, l’altra da un racconto di K. Milner – “My Name is not Refugee”- 2017).

«Da una stanza arrivano grida laceranti. Era Leila, ricoperta di sabbia e benzina. Ferita, delirante, chiamava i suoi tre figli. Gli elettrodi non si attaccavano alla pelle bagnata di salsedine e  di carburante. La dottoressa lottava per salvarla, mentre Leila gridava, gridava come solo chi perde tutto in un istante può gridare. Non era cosciente, in realtà, ma evidentemente la sua memoria si era fermata nel momento in cui ha visto le sue due figlie abbracciate sprofondare giù, mentre lei stessa teneva l’altro figlio. In quel Pronto Soccorso per molte ore il silenzio era rotto solo dalle urla di questa donna, afghana, partita con i suoi figli, consegnando 40.000 euro ai trafficanti, per dar loro un futuro dopo aver visto con i loro occhi morire il padre, il marito, sotto i colpi dei Talebani. Leila, quella notte, ha perso per sempre le sue due figlie, di una il corpo non è mai stato più ritrovato».

«Samir, un bambino siriano di 8 anni, deve lasciare la sua casa a causa della guerra. Sua nonna gli dice: “Guarda le stelle: la stessa luce che vedi tu, la vedrà anche chi ti aspetta dall’altra parte del mare”. Samir parte con suo papà su una barca piccola e fragile. Ha paura del buio e delle onde, ma ricorda le parole della nonna e fissa una stella brillante. Dopo giorni di viaggio, arrivano in un Paese Nuovo dove tutto è diverso: la lingua, il cibo, le case. Arrivati in Germania, Samir viene accolto in una scuola dove nessuno parla la sua lingua. Ma una bambina dai capelli rossi, Anna, gli disegna una stella sul quaderno, indica il cielo con un sorriso e dice: “Stern! Vuol dire stella, in tedesco. Anche a me piace guardare le stelle!».

Scrive Mons. Corrado Lorefice, Presidente di Fondazione Migrantes: «Di fronte al povero, al sofferente, al bambino, non ha senso cercare spiegazioni o retro pensieri. Vanno accolti e basta. Non come si accoglie un “poveraccio”, ma come chi ha qualcosa da dirti e da darti. Quando capiremo che l’altro è quell’oltre che ci porta a pienezza? Quando capiremo che solo stando accanto ai deboli si scopre la dolcezza dell’anima e del corpo di cui parla Francesco d’Assisi nel suo testamento? Il Padre Misericordioso non chiede al figlio “perché sei tornato”: sei tornato, sei venuto, sei un figlio, un fratello. Altro non serve. Oggi i migranti e i rifugiati sono i piccoli del Vangelo. … È incredibile la critica mossa alla comunità cristiana, accusata di “buonismo” e di “fare politica” quando parla di accoglienza. La Chiesa non anima sentimentalismi e non fa politica: fa “Vangelo”. E da qui una visione di polis, di città umana e umanizzante … Custodire i bambini è forse, oggi, il compito più urgente che ci sia dato».

Pastorale Migrantes della nostra chiesa locale di Cuneo-Fossano invita a celebrare questa Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato prima nella celebrazione eucaristica il 27 settembre alle ore 18 in Cattedrale a Cuneo e poi sempre a Cuneo, sabato 3 ottobre 2026 in Piazza Audifreddi dalle ore 18 alle 19 con un presidio commemorativo di tutte le vittime dell’immigrazione, in cui sarà chiamato per nome chi ha perso la vita in mare nell’ultimo anno.

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