Domenica di Pentecoste

Dagli Atti degli Apostoli (2, 1- 11)

“Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso e riempì tutta la casa dove stavano. […]  A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua”

Siamo giunti alla grande festa della Pentecoste. Luca, che scrive gli Atti degli Apostoli, ci dice che lo Spirito invase tutta la casa e tutti i presenti. Lo Spirito entra davvero in modo potente e riempie tutto e tutti.

Noi in genere facciamo divisioni: noi e gli altri, i credenti e non credenti, i vicini e i lontani, i buoni e i cattivi; quante volte noi facciamo queste distinzioni, queste differenze, e vediamo del bene solo in noi e in chi è come noi, in coloro che sono credenti.

Invece lo Spirito invade tutto e tutti; dunque, lo sguardo che possiamo avere è proprio quello di guardare tutti, anche quelli così diversi da noi, come invasi dallo Spirito. Questo ci darebbe uno sguardo molto più fiducioso rispetto alla vita, al mondo, alla storia.

E si dice che avviene un prodigio: i discepoli parlavano nella loro lingua e tutti, che erano delle lingue più strane li capivano. Il grande miracolo è che questi discepoli, come Gesù, riescono a parlare a tutti. Sappiamo quanto è difficile parlarci, e soprattutto capirci. È difficile tra genitori e figli, tra marito e moglie, tra uomini e donne, tra genti di diverse provenienze.

È bello sapere che lo Spirito di Gesù, che è in noi, lavora perché possiamo parlarci davvero e capirci. Sicuramente uno dei grandi segreti per riuscire in questo è quello di ascoltare; noi riusciremo a parlare agli altri se li mettiamo in conto, cioè se li ascoltiamo davvero. Chiediamo allo Spirito il dono dell’ascolto, dell’ascolto di Dio, di Gesù, della Sua Parola e dell’ascolto degli altri e questo ci aiuterà a parlare a tutti, perché uno ha imparato a mettere in conto l’altro così com’è.

Il brano inizia con il fragore, con il tuono, con un’indicazione di potenza per dire la grandiosità, la potenza dello Spirito Santo che entra in questa nostra storia.

Allora viviamo la giornata dello Spirito Santo ascoltando questo rombo che ci ricorda: guarda che lo Spirito Santo soffia, ti spinge, ti fa guardare avanti, ti fa essere in grado di entrare in relazione.

Di questo Spirito ce n’è davvero tanto.

 

don Gianmaria Giordano

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