I domenica di Quaresima

Dal Vangelo secondo Matteo (4, 1-11)

In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò…

Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.

 

All’inizio della Quaresima siamo invitati a scendere in noi stessi, per riscoprire che siamo abitati da un desiderio di vita, di comunione, di incontro con Dio. Ma ci è anche chiesto di riscoprire che, in questo desiderio, siamo sempre minacciati. E in questo essere tentati non siamo soli perché la tentazione ha riguardato anche Gesù. Il Vangelo di questa prima domenica di Quaresima è, in fondo, un riassunto di tutta la vita di Gesù. Lui è stato tentato non solo in quei quaranta giorni, ma sempre. È stato tentato di compiere dei segni anche là dove non ce n’era bisogno, di usare il suo potere per rispondere alle richieste della gente. Sulla croce è stato tentato di non seguire la via del Padre: se tu sei il figlio di Dio, scendi… Tutto ciò per dirci che nella tentazione non siamo più soli. Ma Gesù è stato tentato anche per manifestarci come la tentazione bussa alla nostra porta. È la tentazione del cercare con ansia il benessere, la visibilità, il potere. Forse, per i credenti, oggi, la tentazione più grande è questa: ma Dio c’è oppure è svanito da questo mondo?  E guardando alla Chiesa, possiamo essere tentati dalla stessa domanda: Dio è presente nella Chiesa oppure no?

Mi pare bello che ogni anno la Chiesa ci consegni la Quaresima come un tempo di lotta. Siamo fatti anche per lottare, affinché non sia il male a prevalere in noi, ma il nostro desiderio di vita, di comunione e di incontro con Dio.

Tutti desideriamo una vita felice, serena. Ma sappiamo che il male c’è: è il male che faccio io, che subisco dagli altri, che vedo nell’umanità. E allora? In nome dell’amore per la nostra vita e in nome della nostra fede noi «non vogliamo darla vinta al male» e lottiamo perché il male non ci renda sue vittime.

La Quaresima è un’occasione per rinnovare questo grido: «Con l’aiuto di Gesù voglio lottare contro il male!». Non è una “cosetta dell’anima”. É l’invito ad essere uomini e donne “in piedi”. Comprendiamo, quindi, che il digiuno, la preghiera, la Parola di Dio, il camminare insieme con altri, non sono cose del passato, ma sono indispensabili per essere, oggi, all’altezza di questa lotta contro il male!

don Giuseppe Panero

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