Battesimo del Signore

Dal Vangelo secondo Matteo (3,13-17)

Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono i cieli.

L’immersione di Gesù nelle acque del Giordano sta a significare il mistero dell’Incarnazione: Dio, fatto uomo, si è preso sulle spalle il peso dell’intera umanità.

Gesù entra proprio nel Giordano, nell’alveo carico di acque buone e vitali, che sfocia nello sconfortante avvallamento di quel lago salato, inospitale e impermeabile alla vita. Gesù si immerge in “colui che scende”.

Tutto della sua vita parla di una continua discesa. Fin dall’inizio del suo Vangelo, ci viene indicata la nuova forma di santità, quella gradita a Dio: non un’incessante salita fino a chissà quale cielo, ma una costante discesa per raggiungere quanto è morto e mortifero, per nulla promettente; quanto spegne ogni speranza, rendendo vano qualsiasi impegno.

Da quale altezza deve scendere il fiume dei miei giorni? Qual è il preciso nome dell’altura da cui devo smontare? Come si chiama il Mar Morto a cui il Signore destina le mie acque? Cos’è? Chi è?

Entrando in chiesa, intingendo la mano nell’acqua santa, si compie un gesto serio ed esigente: ricordandosi del proprio Battesimo si assume nuovamente l’impegno di “scendere”, perfino verso una situazione o una persona da tutti definita “senza speranza”. Aiutami a scendere dal gradino… dovremmo pregare segnandoci!

Gesù viene da Nazareth e viene battezzato. Il cielo si apre! Dio vuole parlare con noi. C’è un cielo di metallo tutto orizzontale al quale rischiamo di guardare e tendere rischiando così di sbattere uno contro l’altro.

Facciamo le nostre povere cose, fragili, accontentandoci, dimenticando che esse con noi sono chiamate all’eternità, rivolte verso qualcos’altro. Ci basta?

In Gesù il cielo si apre anche per noi! I Santi ce lo ricordano continuamente: Santo Stefano “vide i cieli aperti”. Fa esperienza della vicinanza di Dio mentre è lapidato! Francesco Besucco di Argentera prima di spirare alza lo sguardo al cielo luminoso; Domenico Savio… Quanti muoiono vedendo i cieli aperti e “tanta luce”! Con il Battesimo è iniziata anche per noi la vita “dai cieli aperti”. Dobbiamo ricordarcelo sempre per scegliere quella via e per evitare di dissetarsi e di sfamarsi a fonti sbagliate: “Perché spendete denaro per ciò che non è pane, il vostro guadagno per ciò che non sazia?” ci rimprovera Isaia.

 

don Erik Turco

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