III domenica di Quaresima

«Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: Dammi da bere».

 

Dio siede stanco per noi al pozzo, sfinito nel suo inseguirci. È un inseguimento d’amore – e chi potrebbe metterlo in dubbio pensando alla donna del pozzo, – se Dio non è stanco “di noi” che non siamo meglio dei samaritani, ma è stanco “per noi”, allora è mezzogiorno, il sole splende alto. Sarà mezzogiorno anche quando Gesù sarà condannato a morte di croce. Siamo tutti illuminati e riscaldati da questo incontro dove traspira la tenerezza di un amore più forte di ogni pregiudizio. La samaritana incontra un volto amico, una luce nuova che la obbliga, nella verità di un dialogo che non accusa, che non giudica, ma ama la sua storia e la illumina. La illumina di una novità che la rialza a vita nuova. “Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: dammi da bere”… noi lo conosciamo, ma non basta! Quante cose sappiamo “su” Cristo, quanto leggiamo o abbiamo sentito. Ma la conoscenza a “tavolino” non basta. Ci va un pozzo. Profondo, pieno di Verità. Ci va il Cuore di Cristo che chiede e dona, che promette e mantiene. Ed esaudisce. Ci va Cristo! Chiediamo che venga e colmi la nostra insoddisfazione esistenziale che ci soffoca, ed è propria di chi non trova ciò che cerca.

Anche noi, in un ripetitivo “andare e venire” a prendere acqua al pozzo, rischiamo di rassegnarci. Tutto però può cambiare! Grazie ad un faccia a faccia gentilissimo e reale, attento e vero che Cristo vuole vivere con noi e che può lasciar cadere la brocca del vuoto che abbiamo, perché il cuore, ormai colmo, comanda tutto. E, una volta pieno di Cristo non può più accontentarsi di ciò che è stato. Facciamo nostre le parole di don Mazzolari e gusteremo anche le ore “più calde” delle nostre giornate quaresimali: “in ogni ora della mia vita mi allontano e mi restituisco a te, Signore: mi divincolo dalle tue braccia e ne sono continuamente riafferrato: fuggo e tu mi vieni più vicino. Ogni ora è una cosa tua, anche quella delle tenebre: ogni ora è ora di grazia. Posso calpestare la tua grazia… ma spegnerla mai. «L’ora sesta». Mezzogiorno… Lo ricordo per ringraziarti, Signore, di ogni fatica che mi regali, di ogni lacrima e di ogni gioia, di ogni oscurità e di ogni chiarezza. La ricordo quell’ora per benedirti. Sul quadrante della mia giornata, tu non segni che ore di misericordia. Niente è più bello delle tue misericordie, Signore”. Gustiamo in questa settimana come la samaritana, l’incontro liberante con Cristo!

don Erik Turco

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