“Non basta parlare di pace, occorre la volontà di smettere di produrre strumenti di distruzione e di morte”. Parole chiare e forti quelle di Papa Leone XIV, che hanno spinto il Cardinale Roberto Repole, vescovo di Torino, dopo un ascolto attento di tante voci di lavoratori, sindacalisti e industriali del territorio torinese, a porre una domanda molto seria in una lettera aperta alla sua città nel giorno della Festa del Lavoro, il primo maggio 2026: “Eravamo la città dell’automobile. Vogliamo diventare la città delle armi?”.
Una domanda che riguarda il futuro non solo di Torino, ma dell’Italia intera, quindi anche del nostro territorio: stiamo preparando un’economia di pace o di guerra per i nostri figli e per le nostre figlie? Vogliamo per loro un lavoro dal sapore della giustizia, della dignità, del rispetto dell’ambiente, in una società che non esclude nessuno? Crediamo che sia possibile, oggi, concretizzare il sogno del profeta Isaia: “forgeranno le loro spade in vomeri e le loro lance in falci”?
Di questo vogliamo parlare durante la tavola rotonda “Fare la Pace con il Lavoro. Cosa succede in Piemonte?”, la sera del 20 ottobre, alle 18, presso il teatro cinema Monviso a Cuneo. Abbiamo chiesto aiuto al Centro Studi Sereno Regis di Torino, che ha messo attorno al tavolo fondatori e partecipanti del Laboratorio nazionale di riconversione e della rete Economia disarmata. Con il contributo anche di lavoratori/imprenditori cuneesi cercheremo di fare chiarezza sulla questione e anche di comprendere quelle che possono essere le nostre responsabilità e le possibili azioni per aiutare il territorio piemontese a diventare un ‘distretto di pace’.
La serata, promossa dalla Diocesi di Cuneo-Fossano, dal Coordinamento Pace e Disarmo Cuneo e dal Comitato Vivere la Costituzione di Cuneo, fa parte del progetto Cuneo per la Pace del Comune di Cuneo e del cammino di preparazione per la Marcia Nazionale per la Pace 2026 che si terrà nella nostra città (vedi: https://www.caritascuneofossano.it/59a-marcia-nazionale-per-la-pace-2026/).
Alla serata l’entrata è libera.

